Tante piccole cose da raccontare in questo post.
Prima di tutto l'immagine qui sotto. E' di ieri sera. L'Etna ha eruttato e ci ha riempiti di cenere vulcanica. L'aeroporto è stato chiuso, le auto sputeranno cenere nera dai filtri dell'aria per i prossimi sei mesi, scivoleremo e ci romperemo l'osso del collo quando cammineremo. Ok, ma non è uno spettacolo bellissimo?

Passando ad altro, ieri ho visto il film Il vigile con Alberto Sordi e ancora una volta ho dovuto fare i conti con la rabbia che mi sale quando vedo come da sempre la legge del più forte prevalga sull'eguaglianza e la giustizia. So che niente cambierà mai e mi richiudo nel mio guscio di livore pensando a questa citazione di Bakunin: "Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile?
Allora assicurati che nessuno possa possedere il potere".
Ma ingiustizia a parte, la cosa che mi ha emozionato di più è stata l'immagine di mio nonno che mi è tornata in mente. Adorava i film italiani degli anni '50 e '60 e rideva sempre, rideva tantissimo. Ecco, quella sua risata mi è risuonata in testa così come l'espressione dolce del suo viso. Penso molto spesso a lui e ancora fa male pensare che non c'è più.
Ma per un ricordo dolce e doloroso c'è un momento presente che non vorresti vivere. Sì, perché ormai da giorni pare che l'attività principale delle giornate mie e di mia sorella sia quella di litigare con nostra madre che diventa sempre più insopportabile. La sua unica mania, il suo unico scopo nella vita è quello di avere una casa pulita e splendente ed è capace di lavare il pavimento della cucina tre o quattro volte al giorno. Non vi dico il terrore che prende possesso di me, mia sorella e mio padre ogni vola che ci azzardiamo soltanto a pensare di camminare scalzi. Signore Domine Iddio, apriti cielo! L'apocalisse, le cavallette, peste e colera farebbero meno paura. In casa tentiamo di non far caso alle sua urla e spesso ridiamo nel tentativo di sdrammatizzare, ma otteniamo solo l'effetto contrario, quindi ci limitiamo a sopportare silenziosamente i suoi deliri che l'altra sera hanno raggiunto l'apice con un: "Non vedo l'ora che ve ne andiate di casa, voglio vedervi il meno possibile!". Al mio dirle di stare tranquilla perché tra circa un mese io e mia sorella ce ne andremo via mi sono beccata un bel vaffanculo.
Che armonia regna in questa casa, quanto mi dispiace doverla lasciare... Momenti di isteria di a parte, non voglio nemmeno immaginare le lacrime e la preoccupazione che la assaliranno quando saremo entrambe lontane. Vorrei dirle delle volte che la becco al telefono con qualche amica a dirle di sentirsi morire all'idea che siamo via, ma ferirei quel suo dannato orgoglio che la rende incapace di mostrare tenerezza.
Ma vabbe', a proposito di nidi abbandonati, l'altra sera sono stata all'addio al nubilato di una mia carissima amica e ho visto cose che voi umani... Fiocchetti rosa in testa, limousine (!), musica unz tunz e discoteca in spiaggia fino alle 5 del mattino. Un po' troppo per il grizzly* che è in me. Nonostante tutto mi sono divertita. E' stato bello vedere il viso della futura sposa raggiante di felicità, leggere negli occhi suoi, di sua madre e delle loro parenti e amiche un divertimento che non avevano mai provato. Ridevano e ballavano dentro la limousine, la mia amica stava affacciata al tettuccio e salutava i passanti che guardavano allibiti, io ho provato a mettermi là sopra ma non ho resistito un nano secondo, troppa vegogna. Essere al centro dell'attenzione non fa per me e nemmeno tutto quello sfarzo, ma la gioia negli occhi della mia amica ha cancellato il mio disagio. Certo, essere là dentro, passare nelle zone dove le prostitute aspettano i loro clienti è stata una sensazione piuttosto forte, il divario tra la loro terribile condizione e quell'inutile sfarzo in cui mi trovavo io mi ha fatto sentire un po' un verme e tornavo a vergognarmi di essere lì. Poi la vergogna è diventata irritazione quando siamo arrivate in discoteca. Una massa infinita di macchine di lusso e gente tirata a lucido che faceva la fila per entrare... Oddio, ma si può?
Stare lì in mezzo, tra fighetti e buttafuori che c'avevano scritto "sono un fascio di merda" in fronte è stata la fatica più grande. Per fortuna la spiaggia è grande ed abbiamo trovato un angolino in disparte per ballare. E' stato bello tornare a provare la sensazione di affondare i piedi nella sabbia fresca, non lo facevo da tanto tempo.
La musica è stata per buona parte molto carina e sì, mi sono scatenata sulle note di 883, Articolo 31, Liga, Vasco e Jovanotti anni '90. Mi sono ricordata della mia adolescenza e divertirmi è stato automatico. Ovviamente non c'ho più il fisico per tornare alle 5 del mattino e ancora dopo due giorni non mi sono ripresa dal sonno perduto. La vecchiaia incombe inesorabilmente su di me.
Bene, dopo questa bella spaghettata di fatti miei sono certa che mi starete maledicendo per avervi fatto perdere tempo, quindi vi risparmio gli argomenti studio che non va e sagoma di cetaceo pachidermico davanti allo specchio e vi auguro una buona domenica.
* catanesi, mi rendo conto che una parola italiana adatta ad esprimere il concetto non c'è, ma voi aggiungeteci lisciu. :)
| inviato da
liberolanima il 10/7/2011 alle 11:7 | |