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liberolanima
Signora Libertà, Signorina Anarchia
 
 
 
 
           
       

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5 maggio 2013

Cambio

Dopo l'ultimo malfunzionamento del Cannocchio ho finalmente deciso di traslocare. Grande è il mio rammarico per questo che è il mio rifugio da quasi otto anni. Magari ogni tanto ritornerò. Per adesso ecco il nuovo indirizzo: http://liebertaria.blogspot.it/




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5 maggio 2013

Cara nonna,

te ne sei andata senza aspettarmi, eppure mancava così poco. Solo 48 ore e ti avrei abbracciata di nuovo. Mi avevi promesso che non mi avresti fatto preoccupare, che al mio ritorno ti avrei ritrovata. 

So che è inutile, ma continuo a chiedermi perché. E so anche che hai finalmente smesso di soffrire, ma non mi capacito del fatto che anche stavolta non ho potuto dire addio a un mio caro. E poi a te, la mia pupa, la luce dei miei occhi, la mia seconda madre. Ho temuto tutta la vita questo momento, fin da ragazzina,quando abbiamo scoperto la tua malattia, ero terrorizzata all'idea che un giorno ti avrei persa. Eppure hai resistito tanti e tanti anni,sopportando il dolore e le rinunce. E oggi che quel giorno è arrivato sono ancora incredula, immagino te, piccolina, smilza, nell'ormai enorme tailleur blu che mamma e zio ti hanno messo su, con quella tua bella camicia beige col colletto ricamato e circondata dai tanti amici e parenti che ti volevano bene. Papà dice che nonostante le atroci sofferenze di stanotte il tuo volto è sereno. Quanto hai sofferto, pupidda mia, adesso riposi serena, ma lasci un vuoto incolmabile nella nostra famiglia. Sei stata sempre il mio pensiero felice e ogni volta che ti vedevo il mio e il tuo viso si illuminavano. Mi stringevi forte le mani e le baciavi, e sorridevi quando ti chiamavo pupa bedda. Inutile lasciarsi andare adesso a tutti i ricordi che ho di te, sarebbero troppi. Posso solo ringraziarti per esserci sempre stata, per avermi cresciuta e insegnato tutto quello che una donna di casa dovrebbe sapere. La mia cucina e le mia abitudini sono il frutto di tanti anni passati giorno per giorno al tuo fianco. Solo a cucire e lavorare a maglia non ho imparato, ma conservo stretti i ricordi di te che lo facevi. Mi rammarico per tutte le volte che io non ci sono stata. Da adulta pensavo ad altro invece di prendermi cura di te e solo negli ultimi anni ho riflettuto e capito quanto ne hai sofferto e ho cercato di rimediare. So di averti regalato anche della tenerezza spero che ovunque sarai guarderai a me con un sorriso. Ciao nonnina amata, veglia su di noi. Sulla mamma, che dovrà riorganizzare la sua vita senza di te che eri il suo unico pensiero, la figlia che ogni madre vorrebbe avere. E sul nonno, disperato adesso che non ci sei. Consolalo come puoi, sarà fragilissimo adesso. Io ti porterò sempre dentro di me, una parte importante, indelebile e piena di ricordi splendidi. 
Grazie di tutto, pupa mia. Ti amo.





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21 febbraio 2013

Ritorno all'ovile 2.0

Sarà questo temporale infinito, sarà che gli astri sono nella giusta posizione, tant'è che dopo cinque mesi rieccomi a rispolverare questo piccolo angolo del mio mondo virtuale. 
Tante e tante volte, in questi mesi, mi sono ripromessa di riprendere a scrivere, innumerevoli volte Robi mi ha spinto a scrivere, e una sera mi sono messa a sfogliare vecchi post dicendogli: "Ma sai che non scrivevo malaccio". Eppure non riuscivo a trovare il modo giusto per trasformare pensieri in parole. Chissà che questa non sia la volta buona. 
Certo è che di cose ne sono successe e le emozioni sono state forti e intense. 
Da ottobre io e Robi conviviamo e dal mese successivo abbiamo iniziato a costruire il nostro nido nella città dei suoi sogni che ha stregato anche me: Berlino. Finalmente ho detto addio all'automobile, cammino attraverso enormi spazi aperti, incontro gente diversa e aumentano la mia curiosità e voglia di scoprire. Certo, in mezzo alle indigene io sono la più alta tra i nani, però pian piano imparo a domare la mia invidia verso queste bionde cavalle teutoniche. E comunque, cosce da due metri a parte, è una gioia scoprire questa città, imparare la nuova lingua e rimanere imbambolata davanti alla finestra a guardare i fiocchi di neve che scendono e imbiancano il parco di fronte casa. Casa... E' stato così strano iniziare a chiamare così pareti diverse da quelle catanesi che per 28 anni mi hanno vista crescere. Farci l'abitudine non è stato immediato, ma giorno dopo giorno quelle quattro mura completamente vuote, con solo un materasso da una piazza e mezza sul pavimento, senza nemmeno la luce elettrica, si sono riempite e adesso iniziano a rappresentarci. Adesso chiamarla casa nostra viene naturale e mi piace, quanto mi piace aver dismesso i panni di figlia e aver iniziato ad avere qualche responsabilità. Certo, la mia famiglia di origine mi manca terribilmente e non passa giorno senza che io non rivolga a loro un pensiero malinconico perché la vita mi ha portato a dover scegliere tra nuovi stimoli insieme all'uomo che amo e la sicurezza, la vicinanza e l'amore dei miei genitori e di mia sorella. Non è affatto facile pensarli lontani e sentirli ogni sera al telefono e parlare in dialetto è per me una grande consolazione, ma d'altronde anche nei momenti in cui mi mancano di più mi rendo conto che non potrei vivere lontana da Robi. Me ne rendo conto adesso che sono a Catania per qualche giorno, il mio pensiero vola alla nostra quotidianità e non vedo l'ora di far ritorno nel nostro piccolo appartamento al centro di una splendida città che poco a poco inizio a sentire un po' mia. 
Tante cose ancora ci sarebbero da dire, ma come primo sfogo dopo tanti mesi, mi sembra già abbastanza. In attesa di trovare le energie per scrivere due righe su questa campagna elettorale da brivido, vi saluto. 



Solo un'ultima cosa: avete visto anche voi lo spot di qualcosa tipo "compro oro" con Pozzetto? Non sembra anche a voi una cosa ignobile e diseducativa? Quell'uomo non mi è mai piaciuto, da quando ho scoperto che è leghista, poi... E ora fa pure pubblicità per un servizio che spinge la gente a privarsi di un bene-rifugio in tempi come questi. Incredibile quanto in basso si continui a scendere. 


ps: ricordo che prima che possiate visualizzarli, i commenti devono essere approvati.




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25 settembre 2012

Due anni insieme

Non riesco a dire molto. Sono giorni in cui le emozioni si susseguono e stanotte accompagnano i ricordi di quelle sere di due anni fa, quando per la prima volta ci siamo incontrati e mentre tu eri sicuro che io fossi quella giusta, io non riuscivo a credere che tu fossi vero. Ti avevo sognato per tutta la vita e finalmente eri lì per me. Possibile? Pare di sì. 

Dopo tanto aspettare, dopo esser passati attraverso cieli sereni, burrasche e arcobaleni, sta finalmente per arrivare il momento di iniziare il percorso che ci vedrà quotidianamente fianco a fianco per costruire da vicino il nostro rapporto. 
Non ci sono le parole per descrivere l'emozione che sento. Grazie, ancora grazie, per sempre grazie.






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7 settembre 2012

Casa

«Poi che l'augel trascorso ebbe gran spazio
per linea dritta e senza mai piegarsi,
con larghe ruote, omai de l'aria sazio,
cominciò sopra una isola a calarsi;
pari a quella ove, dopo lungo strazio
far del suo amante e lungo a lui celarsi,
la vergine Aretusa passò invano
di sotto il mar per camin cieco e strano.

Non vide né 'l più bel né 'l più giocondo
da tutta l'aria ove le penne stese;
né se tutto cercato avesse il mondo,
vedria di questo il più gentil paese,
ove, dopo un girarsi di gran tondo,
con Ruggier seco il grande augel discese:
culte pianure e delicati colli,
chiare acque, ombrose ripe e prati molli.


Vaghi boschetti di soavi allori,
di palme e d'amenissime mortelle,
cedri ed aranci ch'avean frutti e fiori
contesti in varie forme e tutte belle,
facean riparo ai fervidi calori
de' giorni estivi con lor spesse ombrelle;
e tra quei rami con sicuri voli
cantanto se ne gìano i rosignuoli.


Tra le purpuree rose e i bianchi gigli,
che tiepida aura freschi ognora serba,
sicuri si vedean lepri e conigli,
e cervi con la fronte alta e superba,
senza temer ch'alcun gli uccida o pigli,
pascano o stiansi rominando l'erba;
saltano i daini e i capri isnelli e destri,
che sono in copia in quei luoghi campestri.»


L. Ariosto, Orlando Furioso, VI. 





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16 luglio 2012

Zena

C'è una foto che in questi giorni gira su Facebook. Ritrae Carlo Giuliani seduto su un muretto, il mare dietro di sé, capelli biondi - presumibilmente lunghi - scompigliati dal vento. 

E' comparsa in home diverse volte, ma non sono mai riuscita a soffermarmi su di essa per più di pochissimi attimi. Non ce la faccio. fissare il suo volto, i suoi occhi e realizzare che da undici anni non c'è più è ogni volta un pugno allo stomaco. Sempre così quando penso a Genova 2001. 
Io non c'ero lì in quei giorni, ma ho seguito ogni diretta in tv, ogni speciale trasmesso nei giorni, mesi e anni successivi. L'eccitazione per quell'evento così importante, così grande, che finalmente dava voce ai dissenzienti si era impadronita di me, allora diciassettenne. Poco dopo l'eccitazione si è trasformata in orrore, incredulità e angoscia. La stessa angoscia che col passare del tempo si è unita alla rabbia per veder impuniti - o puniti irrisoriamente - i torturatori e gli assassini mentre i manifestanti si sono beccati anche 15 anni di carcere. 15 anni per devastazioni, nemmeno un giorno per sevizie e abusi di esseri umani. Se non è fascismo questo. Fascismo, senza tema di smentite, codice penale alla mano. Le emozioni sono talmente forti che a malapena riesco a trascriverle, il mio disprezzo per queste istituzioni, per chi ancora le difende è inversamente proporzionale alla infinita solidarietà per i ragazzi condannati. 
Vorrei scrivere tanto altro, ma non riesco. Vi lascio con un brano del Maestro e il link alla traduzione, un paio di articoli trovati su Facebook e un evento al quale, virtualmente, aderire, se vi va. 

Sempre a pugno chiuso, a presto. 













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4 giugno 2012

x




"È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia.
Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
io mi oppongo. [...]
No Tacconi, ora so che non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine.
Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha. [...]
Nell'attesa che ciò avvenga, e mentre vado elaborando le linee teoriche di questo mio neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio, io debbo difendermi e sopravvivere. (L. Bianciardi, "La vita agra", cap. 10)

In questo periodo di incertezze su vari livelli, trovo conforto nelle parole ritrovate per caso di uno dei miei autori preferiti, il quale ha contribuito a farmi vedere il mondo intorno con occhi diversi. In questo periodo in cui nuova ipocrisia e nuovi inganni si aggiungono e scavalcano quelli vecchi, uno sguardo critico, cinico, disilluso e quindi reale aiuta a trovare un attimo di respiro. 
Ormai questo blog non si occupa quasi più di temi sociali e di attualità, ma anche se un po' più distratta, trasognata e presa dal mio ego, la lealtà e l'amore verso i miei ideali e le mie utopie non si sono mossi di un passo. E questo pensiero mi fa sorridere quando vedo tutto grigio.

Lei è all'orizzonte [...] Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare. (Eduardo Galeano)




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20 maggio 2012

Riscoperte

In questi giorni difficili mi sono ricordata di alcuni vecchi post legati agli anni passati. Negli ultimi due anni ogni mia gioia è stata legata al mio compagno e in questi giorni, due anni fa, la speranza di essere qualcosa di più che amici iniziava a prendere forma. Ecco cosa scrivevo:


15 maggio 2010
Quand tu regarderas le ciel...
<<Et quand tu seras consolé (on se console toujours) tu seras content de m'avoir connu. Tu seras toujours mon ami. Tu auras envie de rire avec moi. Et tu ouvriras parfois ta fenêtre, comme ça, pour le plaisir... Et tes amis seront bien étonnés de te voir rire en regardant le ciel. Alors tu leur diras: "Oui, les étoiles, ça me fait toujours rire !" Et ils te croiront fou. Je t'aurai joué un bien vilain tour... >> Le Petit Prince, Antoine de Saint-Exupéry
Uno scherzo. Uno scherzo che addolcisce e rasserena le mie giornate.Ieri sera, mentre tutti si divertivano nella stanza a fianco, mi sono isolata come capita spesso. Affacciata sull’uscio della porta, ho alzato gli occhi al cielo ed ho ripensato a queste parole come se fossero rivolte a me.Così mi sono persa tra mille sogni e fantasie, e sorridevo. Un sorriso dolce e amaro allo stesso tempo, ispirato da pensieri che mi portano lontano verso quegli orizzonti che tu mi hai mostrato. Grazie, dolcissimo amico, ancora una volta. Grazie per il tuo sostegno disinteressato, per riporre in me tutta la fiducia che io non ho, tutta la forza che a me manca, per stimarmi come nemmeno merito, per essere sempre presente con la tua sconfinata tenerezza. Grazie per le splendide emozioni che ogni giorno mi regali, per riuscire ad asciugare le mie lacrime con le tue dolcissime parole. Nello scriverti speravo di riuscire ad andare oltre i miei soliti ringraziamenti, ma non ne sono stata capace. D'altronde come si fa a spiegare con semplici parole quanto sei unico e speciale? Spero un giorno di poter ricambiare tutto l’affetto che mi dai e veder brillare la luce che emanano i tuo bellissimi occhi.
["E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..."]Da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry

21 maggio 2010
Sogno
Sdraiata lì dove la terra è più verde, i miei sensi trovano finalmente riparo sotto un cielo azzurro che incontra l’oceano all’orizzonte. Lui, forte e limpido viene a darmi il suo saluto infrangendo le sue onde sotto ai miei piedi. Lo accompagna il vento dell’Ovest, anche lui lì ad accogliermi. Agita i rami degli alberi e le loro foglie, divenute ormai rosse, danzano in cerchio intorno a me guidate dalle note di arpe celtiche, flauti e bodhràn suonati da fate e folletti saltati fuori dai loro nascondigli nei boschi. Si respira un’aria incantata che mi avvolge facendomi sentire in piena armonia con quello splendido universo. Mi abbandono a lei e lascio che mi strasporti ovunque voglia. Adesso le appartengo, finalmente. Adesso non ho bisogno di chiedere altro. La magia di cui ho bisogno è lì che ha preso vita, mi siede accanto e mi tiene la mano mentre mi accompagna lungo un viaggio fantastico. I suoi occhi sono il blu dell’oceano e sprofondano nei miei, le foglie rosse che danzano sono i suoi capelli, la musica che sento è la sua voce che mi sussurra all’orecchio dolci parole di libertà. No, non voglio svegliarmi, voglio restare ancora lì. Per sempre lì, così, e vivere un sogno che ha preso le sue sembianze.

20 maggio 2011
Un anno fa
Un anno fa cambiava la mia vita. Il sogno inseguito per mesi iniziava a prendere forma e diventare meravigliosa realtà. Proprio nel momento in cui non ci credevo più mi ha spiazzata facendo rifiorire le mie speranze come le rose nel mese di maggio. Dovevano passare molti estenuanti ma bellissimi mesi prima di dare inizio a quella che adesso è una perfetta unione tra poesia, fiaba e magia, e quello era solo il preludio. Un preludio che era ed è per me nuova vita, speranza che un nuovo e più felice futuro fosse possibile anche per me, per noi. Uno splendido sogno che si sarebbe finalmente realizzato dopo un'estate di sospiri e fantasie divenendo la gioia più grande che io abbia mai vissuto. In questo anno abbiamo definitivamente abbandonato la tristezza che caratterizzava ogni nostro giorno per lasciare il posto esclusivamente alla felicità di essersi finalmente trovati e riconosciuti, e all'eccitazione e l'impazienza di progettare una nuova vita insieme. So che non potrò mai fare abbastanza per ricambiare tutto ciò che quotidianamente fa per me, ma sento di dovergli dire grazie ancora una, due, mille volte. Grazie per avermi voluta al tuo fianco.Grazie per aver voluto condividere con me i tuoi sogni e le tue esperienze.Grazie per essere tutto ciò che ho sempre desiderato.Grazie per tanti di quei motivi che ad elencarli ci vorrebbero dei giorni. Grazie per rendere ogni giorno della mia vita migliore del giorno precedente.


In una giornata così difficile come quella di oggi - e di ieri - mi sono guardata indietro ed ho ritrovato tutte le emozioni che avevo messo da parte per le angosce e la paura di non riuscire ad essere all'altezza dei problemi che dobbiamo affrontare. Rileggo quelle parole e altre lettere scritte e tremo come allora. Capisco che quelle emozioni non sono cambiate, che la poesia che c'era allora è ancora tutta lì che aspetta solo di essere riscoperta. Sono insicura su tante cose, ne temo tante altre, ma l'unica stella fissa nel mio cielo è lui, il mio amore per lui e non potrei mai mettere in un angolo tutto quel che provo, tutto quello che averlo incontrato ha significato per me. Se mi guardo indietro, tutta la mia vita è stata un percorso di ricerca che mi ha portata a lui, a ciò che ho sempre sognato. E' vero che la quotidianità non è sempre facile, ma so di essere forte abbastanza per far sì che la magia non si spenga. 
So che sono parole poco chiare, sconnesse, un po' tutto lo è in questo periodo di confusione, ma pian piano tutto si sistemerà. Lo so.








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9 maggio 2012

Ieri notte

Non dormo. Penultima notte insieme. 
Si affaccia l'ultimo giorno di un periodo non facile e che mi ha visto impotente rispetto alle sue fragilità e confusa rispetto a quel che dovrei o vorrei fare o sentire. 
Ligabue mi culla e mi aiuta a mitigare quel caos interno che non ho ancora capito se faccia più silenzio o più rumore. Di solito Faber mi viene in soccorso nei momenti di ansia, ma stanotte temo che non possa calmarmi, oppure, più semplicemente, la mia inquietudine non è poi così disperata. 
Mi sono alzata dal letto per non disturbare il suo sonno e sono sdraiata su un altro letto che porta tutto l'odore della sua pelle, odore che per chissà quale motivo mi ha colpito come se non lo sentissi da tempo. Mi riporta alla mente ricordi, desideri e paure. 
Ricordi del primo viaggio in Irlanda, quando fluttuavo sulle nuvole e non c'era spazio per la razionalità. 
Paura di ritrovarmi da sola nelle prossime notti. Mi sono svegliata con questo pensiero, dovrò riabituarmi a non sentirlo respirare al mio fianco e questo mi spaventa non poco. 
Desideri e speranze che questo periodo, che definire difficile è eufemistico, abbia presto fine e io, ma soprattutto lui, possiamo finalmente trovare serenità. 
Intanto guardo albeggiare e attendo che l'ansia svanisca con l'oscurità. 
Vi ringrazio per i vostri commenti, dal cellulare non è comodo leggere e commentare, ma mi rifaccio appena riavrò il mio pc.
A presto.




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25 aprile 2012

Auguri

Manco da troppo, non è un periodo facile e mi illudo che non scrivendone possa chiudere gli occhi e pensare che tutto vada bene. 

Vi ringrazio immensamente pe tutti i premi che mi avete assegnato, ne sono onorata e presto vi ringrazierò a dovere.

Torno oggi per augurarvi di trascorrere un sereno 25 aprile, che gli italiani possano risorgere presto e onorare gli uomini che hanno dato la vita per restitutire libertà e umanità alla gente. 
Personalmente, sarà un giorno di intensa memoria e riflessione su me stessa e quel che mi circonda. 
Vi abbraccio forte e a presto. 
L. 




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8 marzo 2012

Diversità

I primi otto anni della mia vita li ho vissuti con i miei nonni materni perché i miei genitori lavoravano tutto il giorno e non tornavano nemmeno per pranzo. Mia madre, alle 8 del mattino, mi accompagnava a scuola e mi veniva a riprendere da mia nonna la sera alle 21.30, quando già dormivo. Mi metteva in macchina e poi a letto. Mio padre lo vedevo solo la domenica. 
Non ho molti ricordi dei miei genitori in quel periodo, solo i mesi estivi quando erano in ferie e la sera quando a malapena aprivo un occhio per riconoscere chi dei due mi rimboccava le coperte.
Poi mia madre è stata licenziata dal negozio in cui lavorava e ha deciso di rimanere a casa per prendersi cura di suo marito e delle sue figlie. Ha dovuto iniziare una nuova vita, imparare a cucinare, fare la mamma, la donna di casa e si è ripresa il suo hobby: il ricamo. Ha sofferto molto per la mancanza della sua indipendenza economica anche se papà non le ha mai fatto mancare niente. 
Tempo fa mi diceva che all'epoca non sapeva nulla della quotidianità mia e di mia sorella e nei suoi occhi leggevo un velo di tristezza per il tempo che non ha passato con noi. 
So per certo che quella distanza in quegli anni così importanti ha segnato il nostro rapporto fatto adesso da assenza di dialogo su questioni profonde delle nostre vite ed è qualcosa che mi ha sempre fatto soffrire e invidiare le mie amiche che si sono sempre confidate con le loro madri. 
Mi dico da sempre che se un giorno avrò dei figli vorrei trascorrere con loro tutto il tempo possibile e seguirli nella loro crescita, per questo non sogno per me nessuna professione in particolare, non ho nessuna ambizione, nessun desiderio se non di essere economicamente indipendente. Io e il mio compagno progettiamo di crearci una famiglia e non vogliamo in alcun modo che obiettivi di natura economica e/o carrieristica possano scardinare il centro di quel mondo che vogliamo costruire all'interno delle quattro mura di casa nostra. 
Lo so che è un ragionamento impopolare e anacronistico ma, come chi ci legge spesso sa già, io e lui siamo un po' strani e alienati dalla corsa allo stipendio più alto, alla crescita a tutti i costi. Vogliamo mettere al centro noi e lasciare che il lavoro sia solo un mezzo e non un fine. 
Perché mi dilungo in simili castronerie? Perché oggi, giornata della donna, mi fermo a  riflettere sulla questione della così detta "parità" tra i sessi, espressione che non condivido. Credo che ci sia bisogno di giustizia, anziché di parità. E non tra uomo e donna, ma più ampiamente tra persone. Non tutti abbiamo gli stessi obiettivi, gli stessi sogni, le stesse capacità e una società migliore dovrebbe fuggire l'omologazione e valorizzare il singolo, rispettarlo e lavorare per farlo sentire realizzato,utile, qualsiasi cosa abbia da dare alla società. Di cosa possa gioire una donna o un uomo che lavora in fabbrica? Del fatto che il suo operato è indispensabile per la società, per far stare bene qualcun altro che, a sua volta, farà qualcosa per un'altra persona e così via. La poca importanza che si vuol dare alle cose basilari è il problema. Ci hanno convinti che solo se riusciremo a raggiungere la vetta saremo felici e rispettati e ci hanno portato a disprezzare le piccole cose. Sarò pure qualunquista e tacciata di essere ignorante (che non nego di essere), ma ripartire dalla rivalutazione delle categorie adesso più bistrattate sia la chiave di una società più equa e felice. 




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23 febbraio 2012

Gli eroi del giorno

I miei eroi del giorno sono un papà e il suo bimbo di circa sette anni coi quali ho parlato stamattina. 

Visitavo un museo insieme a mio padre e ci siamo intrattenuti a parlare con il custode, persona estremamente gentile e cortese, il quale aveva con sé il pargolo. Tra una carezza del padre e un'altra, il bimbo si è allontanato un attimo ed è tornato con un foglietto di carta sul quale aveva disegnato una svastica chiedendo poi al padre cosa fosse quel simbolo. Il padre gli ha spiegato che è un simbolo antico e che nel secolo scorso della gente cattiva lo usò per fare delle cose brutte. Manco a dirlo, io mi sono intenerita e innamorata di quel puffo così curioso e di quel padre così dolce e amorevole. Dopo un po', l'uomo ha notato sulla mia borsa la spilletta con la svastica tagliata ed è corso dal figlio per dirglielo. Questo, a sua volta, ha risposto al genitore di aver fatto quel disegno perché lo aveva visto su di me. Così io, mio padre e il custode gli abbiamo spiegato che la mia spilla serve a ricordare che il male fatto "dalla svastica" non deve più ripetersi. 
Non posso descrivere con quanto amore e quanta tenerezza mi abbiano riempito il cuore. 






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9 febbraio 2012

Sono una mezza calzetta

Quello che mi mancherà di più quando sarò via saranno le coccole di mia mamma quando ho l'influenza, quando si alza nel cuore della notte e corre in bagno perché mi sente vomitare, mi mette la mano sulla fronte e mi tiene i capelli dietro la schiena. 

Sono una bambocciona, una sfigata, se volete, non mi importa, mi godo tutte le rare coccole della mia mamma e le dolci cure di papà perché tra poco sarò lontana da loro.
Adesso, con 39°C di febbre, mi rimetto a rantolare tra le coperte lamentando infiniti "ho freddo, sto male, basta".







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1 febbraio 2012

In breve


Un saluto e a presto.




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25 dicembre 2011

Christmas with the yours

Carissimi,

tra una scacciata con le patate e un piruneddu con gli spinaci, con le dita unte di olio, vi scrivo per augurarvi di trascorrere un Natale sereno insieme ai vostri cari. 
La vigilia è trascorsa serenamente a spadellare e ridere. confermo di essere una frana in cucina e oltretutto sempre più imbranata, sarà l'età che avanza.
Eccoci, nonostante io ci abbia provato, riuscendo nei miei quotidiani travestimenti da adolescente con tuta e scarpe da tennis, brufolosa e senza trucco, non sono riuscita a fermare il tempo e domani, tristemente, compirò ventotto pesantissimi anni. L'unica gioia sta nel fatto che rivedrò u me beddu dopo tante, troppe settimane. Sarò assente per qualche tempo e vi lascio di nuovo i miei più sentiti auguri di buon Natale e felice (crisi permettendo) 2012. 

A presto.





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16 dicembre 2011

"Nessun clandestino, siamo tutti cittadini del mondo."


Non ci sono parole da aggiungere, solo rispetto e solidarietà.




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12 dicembre 2011

Piazza Fontana. 12.12.1969-2011




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10 dicembre 2011

A Natale



Dopo un po' di anni torno ad essere affascinata dallo scintillio delle lucine natalizie. Mi rapiscono e mi riportano indietro verso un'infanzia serena, piena di baci, coccole e regali. 
Dopo anni torno a fischiettare motivetti natalizi, torno a divertirmi tra rami, palline e microluci, lascio indietro un po' di cinico realismo.
Nonostante quest'anno mi abbia portato via mio nonno e una mia zia, nonostante il mio blocco universitario continui, nonostante non ricordi una notte senza incubi, mi lascio ipnotizzare e calmare dalla danza delle lampadine del mio albero e attendo con ansia di riabbracciare la mia sorellina, trascorrere le feste con i miei parenti e rivedere il mio bellissimo Lui che per adesso guarda dalla webcam il piccolo alberello luminoso che ho sulla scrivania e ride. 


    




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6 dicembre 2011

Pesantezze

Da domenica in casa mia è scomparso il sorriso. Nell'ultimo anno la situazione economica è andata  di giorno in giorno peggiorando e grazie ai governanti banchieri adesso è critica. Mio padre, perennemente di buon umore, non parla, non canticchia, né scherza più. La mole di preoccupazioni di cui si fa carico è enorme e spero che riesca a reggere. Io mi sento sempre più in colpa e piango ogni quanto d'ora, ovunque mi trovi. Sono un peso per la mia famiglia, una figlia inutile e idiota. 




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19 novembre 2011

L'ho sognato

Ricordo spesso i sogni che faccio quando dormo, di solito sono incubi. Ieri notte invece, in quei pochi momenti in cui l'insonnia mi ha dato tregua, ho sognato mio nonno per la prima volta. Sono passati quasi nove mesi da quando è morto e da allora ho sempre sperato di sognarlo per dargli qualcosa di simile a quell'ultimo saluto che non ho potuto dargli quando era in vita. 
Nel sogno di ieri era vivo ed era a casa mia. Non ricordo molto, solo tanta luce in salotto e lui che stava in piedi. Aspettavamo mio padre, ritardatario come sempre, e dopo un po' di attesa il nonno decide di andare via. Se ne va in auto - qualcosa tipo un fuoristrada, lui che andava a 20 km/h con la sua Seicento. Nel frattempo arriva mio padre e mi dice di fermarlo perché vuole salutarlo, non si sa mai... 

Sogno strano, ma per una volta mi sono svegliata sorridendo. 
Ti penso sempre, nonno. 

***

E' di nuovo notte e come è giusto che sia mi si chiudono gli occhi, ma so che appena spengo pc, tv e luci inizio ad agitarmi. Mi giro e mi rigiro, sbuffo e stringo la testa tra le mani nella speranza di mandare via tutta l'ansia. Anche oggi è stata una bella giornata del xxx, spero solo di avere la forza per rendere migliore quella di domani e quelle a seguire. 
Vi auguro una buonanotte. 




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12 novembre 2011

Non finirà


 


Non finirà in un tribunale, purtroppo, ma per mano di banche, lobbies e interessi economici. A dire il vero non finirà affatto perché lui è solo la punta dell'iceberg. Lui farà i suoi interessi in altri modi, da dietro le sue tv, magari. A a noi rimarranno la cecità di milioni di elettori che legittimeranno ancora i suoi scagnozzi in Aula e sulle testate dei giornali. Ci trascineremo ancora e ancora i vari Cicchitto, La Russa, Scilipoti, Gasparri e Santanché, voltagabbana o meno, paladini di un sistema, il berlusconismo, che non morirà entro poco tempo. Si continuerà con le caste, le magagne, le ingiustizie e tutto lo schifo che c'è stato fino ad ora. 
Magari ci racconteranno che è nata la Terza Repubblica, ma nulla cambierà. Saranno di nuovo tutti lì, a destra, al centro e a sinistra (si ché? "Ma mi faccia il piacere, mi faccia." cit.).
No, non sono così felice oggi.






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10 novembre 2011

Sguardi, sorrisi e il tempo che passa.

Altero e distaccato, triste e malinconico, teso verso un orizzonte lontano e nascosto dalla nebbia. 
Così vedevo il tuo sguardo nelle foto che mi inviavi quando ancora non ci conoscevamo. Mi sono innamorata di quegli occhi e di quelle labbra che accennavano appena sorrisi forzati e anch'essi malinconici.
Ripenso a quelle foto e le paragono con quelle dell'ultimo anno. Luce e serenità risplendono nel tuo sguardo e un sorriso sincero e spontaneo è sbocciato sulle tue labbra. 
Da quando ti conosco ho sempre voluto che fossi felice, ho sempre desiderato sapere che quelle espressioni dominassero il tuo volto. Non mi importava per mezzo di chi o cosa, ma bastava che tu stessi davvero bene perché era insopportabile saperti disperato. 
Adesso quell'uomo così fragile di cui mi sono innamorata è scomparso e ha lasciato spazio a uno ancora più straordinario, capace di sorprendermi per ogni cosa che fa. Come stasera, quando hai cercato di placare le mie ansie per l'esame di storia raccontandomi tutto ciò che sai sull'America Latina. E parlavi, parlavi, parlavi e io pendevo dalle tue labbra, imparando ancora una volta da te e meravigliandomi della tua infinita cultura. Forse non immagini nemmeno quanto tu sia speciale. 
Guardo la foto qui sotto e non mi sembra vero quando mi dici che è mio il merito della tua felicità, non è possibile che sia io a scatenare tanta bellezza. Guardati, guarda quanto sei bello.



Chiedo scusa a voi che leggete se i miei post sono monotoni, quando siamo vicini gli dico queste cose vis à vis, ma quando siamo lontani come adesso, scriverle qui mi aiuta a sentirne meno la mancanza. 




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9 novembre 2011

Insonnia

Di solito a quest'ora dormo già da almeno due o tre ore.

Stanotte, nonostante la stanchezza, mi rifiuto di chiudere gli occhi.
L'inquietudine mi tiene compagnia.




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7 novembre 2011

Addio cannocchio

Avevo scritto un post lunghissimo, un post che stranamente mi piaceva. 

Lo avevo scritto per te, amore mio, perché stasera un post come quello ti avrebbe sollevato il morale. Ci avevo messo tutto il mio amore, non è facile mettere nero su bianco certe cose, eppure c'ero riuscita. Ma chissà perché, invece di salvarlo, il cannocchiale lo ha cancellato. 
Quindi ho fatto passare la crisi di nervi e l'ho riscritto. Cancellato ancora.
Grazie, cannocchiale. 
Io non bestemmio, ma in questo momento tirerei giù tutti i santi dal calendario giorno per giorno. 
Credo che sia arrivato anche per me il momento di lasciare questa scadente piattaforma. Mi ha regalato tanto, tante amicizie e l'Amore della mia vita, ma i servizi sono pessimi. 

Mi è passata la voglia di scrivere, ma aggiornerò questo post con l'indirizzo del mio nuovo blog, che esiste da tempo ma devo aggiornarlo, spero di ritrovarvi lì. 

***

Aggiornamento delle 23 circa. 

Niente, non ce la faccio. Come ha scritto Aislinn nel suo commento, sono troppo legata a questo blog. Troppe parole, troppe sere ho speso a scrivere in questi sei anni, troppa gente ho conosciuto per abbandonare tutto. Ho fatto passare la rabbia per la seconda volta e ho riscritto il pezzo che, diventato troppo sdolcinato, ho pensato di non pubblicare perché magari non tenete una siringa di insulina accanto al pc. Ho deciso di inviarglielo via mail e qui lascio solo le farneticazioni della buonanotte. 
A presto. 




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5 novembre 2011

La mia bellissima famiglia

Ieri sera, mia sorella Carla ha scritto su Facebook: "Mi piace il mio nome. Mi piace che gli stranieri non lo sappiano pronunciare, e molto spesso anche gli italiani. E' un nome piccolo ma denso, impegna tutta la bocca, è un nome per pochi. Mi piace che porto il nome di mio nonno. Non mi piace che da quest'anno non possa più esserci il dialogo: -Auguri Nonno! -Grazie o nonnu, anche a te. Vorrà dire che lo immaginerò". 
Risposta di mio padre: "Grazie amore mio! Il nonno piangerebbe dalla gioia a sentirtelo dire. Non ha vissuto invano, e per la prima volta lo penso sereno lì dove riposa".
In seguito ho mandato un sms a mio cugino, Carlo anche lui e burbero come nostro nonno, facendogli gli auguri nonostante la tristezza per il primo onomastico senza il nonno. Mi ha ringraziata aggiungendo: "So che sei tornata ieri. Sono veramente felice per te! Ti sei ritrovata con ciò che cercavi forse quando meno credevi o desideravi. In bocca al lupo".
Il dolore mai mostrato di mia sorella, quello onnipresente di mio padre che da febbraio rende tristi il suo umore e il suo sguardo, infine la dolcezza di mio cugino il quale cela da sempre ogni sorriso, ogni sentimento dietro facce seccate, indifferenti e disgustate. 
Tutta questa sensibilità mi sorprende e mi emoziona incredibilmente. e' meraviglioso vedere quanto siamo legati nonostante i limiti che l'orgoglio ci impone.
Se nonno potesse vederci non smetterebbe di sorridere.

Quel suo bellissimo sorriso... 




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4 novembre 2011

Carini e coccolosi

Tu, padano sbirro aeroportuale, tu che ti permetti di urlare in faccia a dei passeggeri solo perché sono evidentemente islamici e spingere violentemente i loro bagagli perché sono un po' lenti, sappi che mi fai più schifo di una merda, quanto meno la merda è utile, tu non sei buono per un cazzo. Quando ti guardo in faccia mi sale la voglia di sputarti, ma non posso farlo, tronfio della tua nobile divisa goderesti di più nel farmi passare guai e non ne vali la pena. So che non serve a nulla, ma spero che tu legga negli occhi miei e di tanta altra gente il disprezzo per chi come te è più simile a una larva che a un essere umano. 


Mi scuso con voi che passate di qua per i miei toni poco gentili, ma a me gli aeroporti fanno male. Quando vedo queste scene divento una iena e mi ribolle il sangue. 
Che poi è la mancanza di gentilezza in generale che mi fa imbestialire. Quanto costa addolcire le espressioni del viso, sorridere ed essere gentili e comprensivi col prossimo? 




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25 ottobre 2011

Irlanda

Tre giorni fa siamo tornati dal nostro secondo viaggio insieme in Irlanda. La mia innata tendenza alle seghe mentali ha fatto sì che io abbia pensato spesso a trovare le differenze tra lo scorso anno e questo, e ammetto di avergli rotto un po' le palle con i miei: "Secondo te quanto siamo cambiati da allora?"
Una scassa m****ia, lo so. E per fortuna lui è molto molto paziente. 
Di cambiamenti, ovviamente, ce ne sono. Ad esempio, il mio essere goffa e maldestra rimane, ma stavolta non desidero più sparire dalla faccia della terra come lo scorso anno quando, volendo fingere nonchalance nell'essere in mutande, sono inciampata sullo scalino del bagno effettuando un carpiato all'indietro prima di sbattere il mio culone sul suolo e farlo rimanere a bocca aperta per trenta minuti. Mamma mia, se ci ripenso mi piego in due dalle risate. Adesso ridiamo insieme delle mie figuracce, mi prende in giro e fa delle smorfie dolcissime. Sì, siamo indubbiamente cambiati, ma il batticuore quando sono tra le sue braccia davanti all'oceano è rimasto uguale, con la consapevolezza, inesistente un anno fa, che non si tratta solo di un sogno o una speranza, ma è realtà e quotidianità. 
Oggi più di allora, grazie tesoro.





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30 settembre 2011

Consigli spassionati




a) Hai un colorito di merda. Il color oro si addice solo a una statua di Buddha o alla maschera funeraria di Tutankhamon, in tutti gli altri casi è ridicolo.

b) dato che hai intenzione di parlare così tanto in pubblico, almeno vai da un bravo logopedista perché quella zeppola non si può sentire; 

c) evita di leggere il tuo gobbo come uno scolaro che ripete a pappagallo la lezioncina imparata a memoria;

d) metti un po’ più di pathos in quel che dici e togliti quell’espressione saccente dal viso ché non c'è nessuno che ti prende sul serio.




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24 settembre 2011

24.09.2010

Un anno fa alle 9.25 del mattino, Lui scendeva dall'aereo e veniva a dare un senso alla mia vita.



Ricordo ancora col batticuore come mi sentivo quella mattina, quelll'agitzione, quella sensazione di svenimento e il rilascio di tutta quella tensione non appena ci siamo abbracciati. E' ancora così, ogni volta che ci vediamo in aeroporto le sensazioni sono le stesse, solo il sentimento che ci lega è divenuto di giorno in giorno più forte.
Domani sarà il nostro primo anniversario e per colpa mia non saremo insieme, non credo che me lo perdonerò mai. In compenso continuerò a cercare di rendere felice ogni suo giorno per sempre.




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23 settembre 2011

Crescere

Mi sorella è partita da dieci giorni, Erasmus in Spagna per sei mesi.
Né io né lei ci siamo mai allontanate da casa per più di venti giorni e questo primo lungo distacco dal nido ha creato non poche preoccupazioni a me e ai miei genitori. "Ma se la caverà tutta sola? Ma come farà? Ah, se dovesse accaderle qualcosa." I primi due giorni eravamo in panico, adesso va meglio. Ha trovato casa e inizia ad ambientarsi. Stamattina è arrivato il momento fatidico. Telefonata: "Mamma, che detersivi compro per lavare la biancheria?". Dolcissima, me la immagino tra le mille cose da fare e dai suoi racconti sembra molto sicura e padrona della situazione. Cresce. Sono così felice per lei e non vedo l'ora di sentire a sera quel che ha fatto durante il giorno.

E poi ci sono io. Io che, nonostante la voglia, non avrei mai avuto il coraggio di partire tutta sola  per tutto questo tempo. Io che anche per questo sono sempre al punto di partenza, prigioniera dei miei doveri di figlia dai quali vorrei scappare ma non ne ho la forza. Non ho la forza di far nulla, a dire il vero, qui mi sento annichilita e con un peso sullo stomaco che si fa sempre più pesante. Sono ormai stanca di stare a casa dei miei e non riesco più a sopportare la distanza da Lui. Ogni giorno che passa divento più insofferente. Vorrei crescere anch'io, non ho più l'età di una ragazzina, vorrei camminare per  la mia strada e prendermi finalmente cura di me stessa e di Lui. Mi sento soffocare sempre più e so che le mie decisioni faranno, in un modo o nell'altro, soffrire i miei.
Uff, è solo un piccolo sfogo, meglio smetterla prima che inizi a piangere. E poi Lui legge, si preoccupa e si intristisce a causa mia quando dovrei solo rassicurarlo e alleviare i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.
Non preoccuparti, so che presto cambierà. :)


Ok, abbassiamo un po' la tensione con una cantatina e qualche sorriso. Buona giornata. :)




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