.
Annunci online

liberolanima
Signora Libertà, Signorina Anarchia
 
 
 
 
           
       

Mi trovate anche qui:
 

 

 

 

 
8 marzo 2012

Diversità

I primi otto anni della mia vita li ho vissuti con i miei nonni materni perché i miei genitori lavoravano tutto il giorno e non tornavano nemmeno per pranzo. Mia madre, alle 8 del mattino, mi accompagnava a scuola e mi veniva a riprendere da mia nonna la sera alle 21.30, quando già dormivo. Mi metteva in macchina e poi a letto. Mio padre lo vedevo solo la domenica. 
Non ho molti ricordi dei miei genitori in quel periodo, solo i mesi estivi quando erano in ferie e la sera quando a malapena aprivo un occhio per riconoscere chi dei due mi rimboccava le coperte.
Poi mia madre è stata licenziata dal negozio in cui lavorava e ha deciso di rimanere a casa per prendersi cura di suo marito e delle sue figlie. Ha dovuto iniziare una nuova vita, imparare a cucinare, fare la mamma, la donna di casa e si è ripresa il suo hobby: il ricamo. Ha sofferto molto per la mancanza della sua indipendenza economica anche se papà non le ha mai fatto mancare niente. 
Tempo fa mi diceva che all'epoca non sapeva nulla della quotidianità mia e di mia sorella e nei suoi occhi leggevo un velo di tristezza per il tempo che non ha passato con noi. 
So per certo che quella distanza in quegli anni così importanti ha segnato il nostro rapporto fatto adesso da assenza di dialogo su questioni profonde delle nostre vite ed è qualcosa che mi ha sempre fatto soffrire e invidiare le mie amiche che si sono sempre confidate con le loro madri. 
Mi dico da sempre che se un giorno avrò dei figli vorrei trascorrere con loro tutto il tempo possibile e seguirli nella loro crescita, per questo non sogno per me nessuna professione in particolare, non ho nessuna ambizione, nessun desiderio se non di essere economicamente indipendente. Io e il mio compagno progettiamo di crearci una famiglia e non vogliamo in alcun modo che obiettivi di natura economica e/o carrieristica possano scardinare il centro di quel mondo che vogliamo costruire all'interno delle quattro mura di casa nostra. 
Lo so che è un ragionamento impopolare e anacronistico ma, come chi ci legge spesso sa già, io e lui siamo un po' strani e alienati dalla corsa allo stipendio più alto, alla crescita a tutti i costi. Vogliamo mettere al centro noi e lasciare che il lavoro sia solo un mezzo e non un fine. 
Perché mi dilungo in simili castronerie? Perché oggi, giornata della donna, mi fermo a  riflettere sulla questione della così detta "parità" tra i sessi, espressione che non condivido. Credo che ci sia bisogno di giustizia, anziché di parità. E non tra uomo e donna, ma più ampiamente tra persone. Non tutti abbiamo gli stessi obiettivi, gli stessi sogni, le stesse capacità e una società migliore dovrebbe fuggire l'omologazione e valorizzare il singolo, rispettarlo e lavorare per farlo sentire realizzato,utile, qualsiasi cosa abbia da dare alla società. Di cosa possa gioire una donna o un uomo che lavora in fabbrica? Del fatto che il suo operato è indispensabile per la società, per far stare bene qualcun altro che, a sua volta, farà qualcosa per un'altra persona e così via. La poca importanza che si vuol dare alle cose basilari è il problema. Ci hanno convinti che solo se riusciremo a raggiungere la vetta saremo felici e rispettati e ci hanno portato a disprezzare le piccole cose. Sarò pure qualunquista e tacciata di essere ignorante (che non nego di essere), ma ripartire dalla rivalutazione delle categorie adesso più bistrattate sia la chiave di una società più equa e felice. 




permalink | inviato da liberolanima il 8/3/2012 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


 

Ultime cose
Il mio profilo

Nelnomedelcuore
Scripta manent semper
Le foto di Ciuri
Irlanda
Terzostato
Out of reality
Aquilasolitaria
Meera
Shamal
Arianna_Desogus
Occhiodelciclone
Micol
Casamia
Gabri
OcchiLadri
Artemisia
Madame Amanita
Julia Dream
Barbara
Flyhigh
GBestBlog
Chemako
IlMaLe
Saro Napoli
Godai
Beppone
Volipindarici
Donatodisanzio
SvegliaItalia
ioTocco
Paolo Borrello
Serafico
Hecyra
Terronista
MicroMega
Gennaro Carotenuto - Giornalismo partecipativo
Italia dall'Estero
Gianni Minà - Latinoamerica
Piero Ricca
Le vignette di Vauro
Peppino Impastato



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     febbraio        aprile