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Signora Libertà, Signorina Anarchia
 
 
 
 
           
       

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5 maggio 2013

Cara nonna,

te ne sei andata senza aspettarmi, eppure mancava così poco. Solo 48 ore e ti avrei abbracciata di nuovo. Mi avevi promesso che non mi avresti fatto preoccupare, che al mio ritorno ti avrei ritrovata. 

So che è inutile, ma continuo a chiedermi perché. E so anche che hai finalmente smesso di soffrire, ma non mi capacito del fatto che anche stavolta non ho potuto dire addio a un mio caro. E poi a te, la mia pupa, la luce dei miei occhi, la mia seconda madre. Ho temuto tutta la vita questo momento, fin da ragazzina,quando abbiamo scoperto la tua malattia, ero terrorizzata all'idea che un giorno ti avrei persa. Eppure hai resistito tanti e tanti anni,sopportando il dolore e le rinunce. E oggi che quel giorno è arrivato sono ancora incredula, immagino te, piccolina, smilza, nell'ormai enorme tailleur blu che mamma e zio ti hanno messo su, con quella tua bella camicia beige col colletto ricamato e circondata dai tanti amici e parenti che ti volevano bene. Papà dice che nonostante le atroci sofferenze di stanotte il tuo volto è sereno. Quanto hai sofferto, pupidda mia, adesso riposi serena, ma lasci un vuoto incolmabile nella nostra famiglia. Sei stata sempre il mio pensiero felice e ogni volta che ti vedevo il mio e il tuo viso si illuminavano. Mi stringevi forte le mani e le baciavi, e sorridevi quando ti chiamavo pupa bedda. Inutile lasciarsi andare adesso a tutti i ricordi che ho di te, sarebbero troppi. Posso solo ringraziarti per esserci sempre stata, per avermi cresciuta e insegnato tutto quello che una donna di casa dovrebbe sapere. La mia cucina e le mia abitudini sono il frutto di tanti anni passati giorno per giorno al tuo fianco. Solo a cucire e lavorare a maglia non ho imparato, ma conservo stretti i ricordi di te che lo facevi. Mi rammarico per tutte le volte che io non ci sono stata. Da adulta pensavo ad altro invece di prendermi cura di te e solo negli ultimi anni ho riflettuto e capito quanto ne hai sofferto e ho cercato di rimediare. So di averti regalato anche della tenerezza spero che ovunque sarai guarderai a me con un sorriso. Ciao nonnina amata, veglia su di noi. Sulla mamma, che dovrà riorganizzare la sua vita senza di te che eri il suo unico pensiero, la figlia che ogni madre vorrebbe avere. E sul nonno, disperato adesso che non ci sei. Consolalo come puoi, sarà fragilissimo adesso. Io ti porterò sempre dentro di me, una parte importante, indelebile e piena di ricordi splendidi. 
Grazie di tutto, pupa mia. Ti amo.





permalink | inviato da liberolanima il 5/5/2013 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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