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25 giugno 2009

Nazishock

Durante l'ennesima notte insonne mi sono imbattuta in una delle interessanti trasmissioni trasmesse da Rai Tre. Oggetto della puntata era la nuova e preoccupante ondata neonazista che dilaga in tutta Europa. 
Hanno trasmesso un documentario sui pestaggi ai danni della gente di colore in Russia realizzato da Current TV. L'ho trovato su Youtube e ve lo ripropongo suddiviso in tre parti.






Non ci sono parole, vero? Solo rabbia, rabbia e ancora rabbia. 
E' in casi come questi che sarei favorevole ad una spietata tortura.


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24 giugno 2009

Nel paese dalla memoria corta

E' aberrante il trattamento che questo paese riserva ai migranti. Vedo quei volti stremati, quegli occhi scuri disperati ed impauriti e mi si stringe il cuore. Viene da piangere al pensiero delle condizioni in cui si trovano quelle persone. Dal comfort delle nostre case non possiamo nemmeno immaginare quello che passano. Eppure dati i nostri trascorsi dovremmo accogliere degnamente chi scappa da realtà difficili, fosse solo per riscattare le umiliazioni subite dai nostri nonni emigrati atrove e quasi tutti trattati al pari di bestie e criminali. Nella mia famiglia moltissimi parenti sono andati via nel corso del Novecento. Alcuni nelle Americhe agli inizi del secolo scorso, altri in Francia, Svizzera, Germania e chissà dove ancora negli anni Sessanta. Anche loro, chissà quante discriminazioni hanno subito. E oggi come possiamo permettere a gentaglia come Borghezio, Tosi o Salvini di insultare, denigrare, istigare all'odio verso questi esseri umani bisognosi di aiuto? Non avete l'istinto di schiaffeggiarli quando li sentite blaterare in tv? Non meritano forse tanti calci nel culo quegli imbecilli che mostrano la loro forza solo con chi non può difendersi? Penso che è nostro dovere difendere i più deboli garantendo loro assistenza psicologica e materiale al fine di rendere la loro difficile esistenza più umana, o meglio, rendere la loro esistenza dignitosa tanto quanto la nostra, perché il fatto di essere nati in Italia piuttosto che in Senegal o in Nigeria non ci rende superiori a loro, solo più fortunati (e non so mica fino a che punto!) e per tanto abbiamo il dovere di aiutarli.



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21 giugno 2009

Università e Pecore

(dalle Lettere di don Lorenzo Milani)
a cura di Michele Gesualdi)

Scritta da don Lorenzo,all'amico magistrato GIAMPAOLO MEUCCI, la lettera non é stata mai terminata.  Il titolo è suo.


Barbiana, 30.3.1956

Caro Gianni,

cercami per piacere nel Codice penale un articolo che preveda il reato che ora ti dirò. E se non c'è di a qualche amico deputato che lo facciano subito, ma in settimana e carico di pene esemplari. Il titolo dev'essere press'a poco così: "Circonvenzione di contadino giovandosi di circostanze storiche favorevoli per le quali senza mai fare alcunché di legalmente perseguibile gli si fa però un danno umano così enorme che se ne accorgerebbe anche un bambino e che solo il Codice per una sua inspiegabile anomalia non vede." Ma almeno se tu non trovi verso di dar figura giuridica a questo delitto promettimi che lo dirai ai tuoi amici dell'Archivio di Stato. Di loro che l'appuntino su qualche foglio perché ne resti memoria. Se no domani quando tutto il nostro mondo sbagliato sarà stato lavato in un immenso bagno di sangue e quando doman l'altro gli storici inorriditi da tanto sfacelo che avrà travolto insieme tanto bene e tanto male tenteranno di scriverne le origini e i motivi, non riusciranno a leggere fatti come questi che t'ho detto. Perché gli analfabeti non vengono menzionati dalla storia altro che quando uccidono i letterati. E questo avviene proprio perché sono analfabeti e prima di quel giorno non sanno scrivere né farsi in altro modo valere e così son condannati a scrivere solo colla punta dei loro forconi quando è già troppo tardi per esser conosciuti e onorati dagli uomini per quelli che erano innanzi a quel triste giorno. Un contadino parte perché trova un podere migliore. Ha lavorato dieci, venti, talvolta duecento, trecento anni su quella terra e ha vissuto lui e i suoi magrissimamente perché in tutti quegli anni ha fatto vivere, non solo vivere ma studiare, il nonno del padrone e poi il padrone e poi il signorino. Loro hanno frequentato tutte le scuole e si son riempiti la casa di libri e la mente di potenza dialettica e pratica enorme senza aver mai bisogno di guadagnarsi il pane perché il pane lo guadagnava Adolfo e i suoi bambini. Adolfo che non ha fatto neanche la prima perché il signorino ha passione per le pecore e non permette che si vendano. Il signorino dice che le pecore rendono molto tanto a lui che al contadino (ed è vero) e così non permette che si vendano. E così Adolfo ha passato la sua infanzia colle pecore e ora è grande e lavora invece il podere e colle pecore manda Adriano. E Adriano ha già 10 anni ma è analfabeta come il suo babbo solo perché non può andare a scuola perché ha da badare le pecore che hanno da fare la lana e gli agnelli e il cacio. E poi si vende la lana e gli agnelli e il cacio e la metà d'Adolfo basta solo per campare mentre la metà del signorino messa insieme a altre metà di altri poderi basta bene per andare a scuola fino ai 35 anni e far l'assistente universitario volontario cioè non pagato e vivere nei laboratori e nelle biblioteche là dove l'uomo somiglia davvero a colui che l'ha creato che è sola mente e solo sapere. Sono trecent'anni precisi che la famiglia secolarmente analfabeta di Adolfo mantiene agli studi la famiglia secolarmente universitaria del signorino. C'è nell'archivio parrocchiale documenti ingialliti e ammuffiti che lo attestano. Il fatto è già in sé d'una tragicità che non richiede commento. Ora i figlioli di Adolfo sono stufi del lumino a carburo e gli han fatto cercare un podere dove c'è l'acqua e la luce. E Adolfo s'è deciso anche lui a partire per contentare loro e anche per sé perché è stufo fino agli occhi. Ma pure credi che anche partire di quassù è sempre uno strappo non foss'altro perché in trecent'anni s'è imparentato un po' tutte le case della zona e poi qui ormai conosce troppe cose o persone utili nella vita: mediatori, compratori, vicini, ladri, galantuomini, esperti, inesperti... Quando il signorino seppe che Adolfo aveva trovato un podere meglio, gli mentì per la centesima volta che avrebbe messo la luce. Ma Adolfo ormai conosce l'uomo e non c'è caduto più. Ha poi dentro una tale carica di rancore che ormai al Sasso non ci torna più neanche se ci fanno l'autostrada. Allora per un anno il podere del Sasso è restato sodo, e per esser sodo un anno solo è costato tanto quanto occorreva per metter la luce e l'acqua e rimetter la casa e fare qualche fossa. E il signorino ha cercato disperatamente un altro grullo che venisse a campare agli studi lui e il suo figliolo e i suoi nipoti per altri trecento anni. E il grullo purtroppo l'ha trovato. E' un infelice che là dove è ha anche la luce, ma per un complesso di circostanze è costretto a dividersi dal fratello. Ha posto un patto solo e cioè che prima di gennaio quando ci tornerà lui ci sia la luce. Ed ecco il signorino promettere a questo sconosciuto cui non deve nulla ciò che ha negato a Adolfo che per trecent'anni l'ha campato agli studi. Già questo è un insulto alla miseria e al sacrificio che è molto più che uno schiaffo e molto più che una scarica di legnate. Ma se Adolfo dà uno schiaffo o una scarica di legnate al signorino tu lo metti in galera, mentre quando il signorino fa questo a Adolfo tu non ci ravvisi ombra di reato. Anzi forse il signorino è un tuo compagno di studi. Forse stasera lo incontrerai alla San Vincenzo a spendere generosamente i soldi del cacio del Sasso, i soldi dell'analfabetismo di Adolfo. Oppure lo vedrai a far dottrina ai bambini col distintivo di dirigente di Azione Cattolica. Ed ecco ora il signorino in azione per convincere il contadino nuovo a venire. Ecco che non gli dice che a togliere le cimici da quella casa non è bastato neanche il camioncino della prefettura con tre giorni di gas. Gli dissero: « Per levare le cimici da questa casa, signor Professore, non le resta che darle fuoco e ricostruirla a nuovo ». Ecco che gli sfodera un foglio della Valdarno per mostrargli che a giorni al Sasso c'è la luce. Il contadino nuovo è un po' più smalizito d'Adolfo e sa un po' leggere e pensa: « Io non mi chiamo Adolfo. Io so leggere, a me non me la fa ». Guarda dunque quel foglio e vede che è intestato Selt-Valdarno ecc. ecc. Beh, allora basta così, questa volta si dev'esser deciso. Torna ai suoi monti e trasloca. Lascia i parenti, gli amici, danneggia i pochi mobili nello sgombero, spende per il camion, fa interrompere le scuole a Pierino a gennaio in pieno anno scolastico. Insomma io non voglio stare a farti l'elenco completo delle cose che perde per quel trasloco. C'è di mezzo anche un mezzo fidanzamento della sua maggiore ecc. ecc. Fammi il piacere mettiti te nei panni d'un trasloco. Senza che ti faccia tanti esempi lo capisci da te che somma di valori umani si può spezzare in un trasloco. Basterebbe quell'essere eterni viandanti. Non per nulla il nomadismo è segno di civiltà ormai sparite e antichissime. Ma ciò che avviene tra i contadini oggi è nomadismo puro come quello dei pastori dell'Asia e porta con sé tutto il bagaglio delle sue conseguenze disumananti. Sai cos'era quel foglio che il signorino professore ha mostrato al contadino nuovo? Era uno di quei moduli di richiesta di preventivo che la Valdarno dà gratis a chiunque li richieda. Di fronte alla tua legge il signorino è a posto. Quando il preventivo verrà (se verrà) vedrà che la spesa è troppa e non ne farà di nulla. Poco importa. Basta che il Sasso per quest'anno non resti sodo come l'altr'anno. Tu, Procuratore d'una Repubblica fondata sul lavoro, non manderai le forze dell'ordine a sanare questo disordine estremo. Fai pure. Peggio per te e per il tuo e mio mondo e per il mondo del signorino. Ma domani, quando i contadini impugneranno il forcone e sommergeranno nel sangue insieme a tanto male anche grandi valori di bene accumulati dalle famiglie universitarie nelle loro menti e nelle loro specializzazioni, ricordati quel giorno di non fare ingiustizie nella valutazione storica di quegli avvenimenti. Ricordati di non piangere il danno della Chiesa e della scienza, del pensiero o dell'arte per lo scempio di tante teste di pensatori e di scienziati e di poeti e di sacerdoti. La testa di Marconi non vale un centesimo di più della testa di Adolfo davanti all'unico Giudice cui ci dovremo presentare. Se quel Giudice quel giorno griderà « Via da me nel fuoco eterno » per ciò che Adolfo ha fatto colla punta del suo forcone, che dirà di quel che il signorino ha fatto colla punta della sua stilografica? E se di due assassini uno ne vorrà assolvere, a quale dei due dovrà riconoscere l'aggravante della provocazione? A quale dei due l'attenuante dell'estrema ignoranza? D'una ignoranza così grave da non esser neanche più uomini. Neanche forse più soggetti d'una qualsiasi responsabilità interiore.

***

Sono arrivata a questa lettera passando per questo articolo che vi invito a leggere.
Non aggiungo altro, il testo qui sopra è già abbastanza eloquente.


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19 giugno 2009

Aridaje coi fasci

Ah, la disinformazione... E io che pensavo che fosse l'ultimo esaltato sbucato fuori come un fungo in questo clima di neofascisti. Ecchile lì che spuntano delle informazioni sul soggetto del video del post precedente: costui è un abitué delle camice nere, nonostante nel video la sua fede fascista venga rinnegata.
Vi propongo questo articolo di Gennaro Carotenuto che risale a tre anni fa; e poi vi propongo quest'altro articolo, decisamente più recente. Se cliccate sull'immagine sarete rimandati ad un altro sito, peacereporter.net, dove troverete due file in pdf: uno è il programma del Partito Nazionalista Italiano; l'altro è il programma del P.N.I. messo a confronto con quello Partito Nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi scritto nel 1920. Scoprirete che le uniche differenze tra i due documenti sono di carattere lessicale, il contenuto è lo stesso.
Adesso sì che posso abbandonare lo scherno e tremare sul serio. Ma davvero nessuno parla di un fatto così grave? E' il solito tentativo di nascondere fatti importanti o si sta prendendo sottogamba la questione del neofascismo?
Stasera ho visto un documentario sui crimini di guerra fascisti e ho provato un disgusto e una rabbia che non riesco ad esprimere a parole. Pensando alle ronde nere, a queste sensazioni si aggiunge anche l'angoscia di vedere la storia che si ripete.


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18 giugno 2009

Io sto dalla parte della mosca

"Complimenti al Presidente Obama per la prontezza di riflessi"
"Complimenti per il suo sangue freddo".

Avesse ucciso Golia potrei capirlo, ma fare tutto sto casino per una mosca sinceramente non mi pare opportuno.
Tutti i tg, in tutte le edizioni ci hanno dato la notiziona: sottotitoli, traduzioni, sorrisi, ci mancava solo lo speciale di Vespa con il plastico.

Dopo un'impresa simile chi se ne importa della legge sulle intercettazioni o delle ronde nere?
E a proposito di queste ultime, non so se avete visto questo video
. Beh, sinceramente non so se ridere di questa persona a dir poco esaltata oppure iniziare a tremare per l'eventuale avvento di tali pazzoidi per le nostre strade. Ma vi immaginate questi matti prendersela con un immigrato per qualunque futile motivo? Siamo al delirio.
Due giorni fa l'Unità pubblicava online questo articolo che introduce la possibilità di formare delle milizie antifasciste in contrapposizione alla G.N.I.

Il mio giudizio non può che essere estremamente cauto quando ci sono di mezzo delle armi e uniformi perché gli esaltati ci sono anche a sinistra e non ci vuole molto a commettere qualche cazzata rischiando che un estraneo si faccia male in uno dei sicuri scontri diretti che ci sarebbero. La lotta al fascismo di ritorno è sacrosanta, ma personalmente credo che i semi dell’antifascismo e della convivenza multietnica vadano coltivati con la conoscenza e la cultura. La violenza mi fa paura, ha sempre dei risvolti spiacevoli e imprevedibili.

E’ anche vero che l’avanzare della cultura “nera” è più preoccupante che mai quindi magari la costituzione di una Milizia Comunista Italiana che controlli che non ci siano abusi da parte delle ronde nere sarebbe utile. Ma basterebbe solo il termine “comunista” a procurarsi l’astio da parte di quella massa di ignoranti che ci ritroviamo come concittadini:  i volontari sarebbero visti comunque come dei sovversivi, dei teppisti, così come quell’essere spregevole ha inculcato nelle menti addormentate di molti italiani.

E’ un’arma a doppio taglio e la lotta all’ignoranza deve essere il primo passo da fare per sperare di far diventare il nostro un paese civile.


17 giugno 2009

Sembra una barzelletta

ma non lo è.

Sto guardando varie persone presenziare alla festa della polizia penitenziaria. Quello stesso corpo di polizia che avrebbe dovuto sorvegliare alcune di queste persone nelle loro celle carcerarie.
E chissà come se la ride dentro di sé uno di loro.
Se questo non è un paese di buffoni...


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